"DENTISTA ITALIA" IN GENTILE CONCESSIONE:
Articolo a cura del Dott. Maurizio Cirulli Regolarmente iscritto all'albo degli odontoiatri di Bologna numero iscrizione 74
La storia , come si sa, si ripete ciclicamente ed ecco che da diversi anni è riapparso il fenomeno delle cure dentali oltre confine, complice la diminuzione del potere d’acquisto degli stipendi ed il ciclo economico sfavorevole. Generalmente la Terra Promessa della protesi per tutti si colloca nei paesi dell’est Europa, soprattutto in Serbia, Ungheria, Croazia, Romania ,mentre la Slovenia cede il passo alla neo arrivata Moldavia molto meno costosa.
Già agli inizi degli anni ottanta comparvero i primi viaggi organizzati in torpedone verso l’Olanda: migliaia di pazienti carichi di attese ,reclutati da fantomatici personaggi nei circoli per anziani, nelle bocciofile, nelle associazioni amatoriali cicloturistiche, nei vari circoli di caccia/pesca con allettanti passaparola, accettavano la propo
sta di cure odontoiatriche nel paese dei tulipani, che generalmente si risolvevano in una dentiera confezionata in tempi

rapidi e che comportava l’estrazione di tanti denti, spesso sanissimi. Erano altri periodi, non esistevano i voli low cost ed Internet, tutto era molto artigianale, ma le aspettative dei potenziali clienti/pazienti erano le stesse di oggi: bassi prezzi, tempi rapidi , garanzia di solidità, senza guardare troppo per il sottile. Ma quante delusioni al rientro, quanti drammi personali, quante aspettative deluse.
Negli stessi anni esisteva un fenomeno di viaggi nei paesi del blocco sovietico, soprattutto Ungheria, da parte di pazienti itineranti tedeschi che approfittavano della disastrosa situazione economica del paese socialista per usufruire di cure dentali,grossolane ma a prezzi stracciati, generalmente precluse alla popolazione locale.
Con la fine degli anni 90 compare il fenomeno dello spostamento di pazienti dal Triveneto verso la Croazia, spesso pescatori ed abitanti delle località costiere attratti dal favorevolissimo (per loro) cambio valutario verso un paese nato dalle ceneri della ex Jugoslavia, mentre il turismo tedesco si rivolgeva prevalentemente ai dentisti sloveni.
Oggi la situazione ha conosciuto un incremento notevole con i voli low cost, con il reclutamento massiccio via Internet ,con altre forme di pubblicità e con la presenza di basisti/rappresentanti o intermediari in Italia: si calcola in circa 20.000 il numero degli italiani che si sono affidati negli ultimi anni alle cure odontoiatriche all’estero, in maggioranza verso i paesi dell’est Europa, ma anche verso il Marocco e la Tunisia, fino ai viaggi esotici turistico/sanitari in India, Brasile; Tailandia.
Spesso la diagnosi viene effettuata spedendo una radiografia panoramica alla struttura di riferimento, cui segue un preventivo di massima con l’indicazione delle singole voci e tariffe relative, ma ,negli interventi più complessi come le riabilitazioni implanto-protesiche, i listini si riferiscono solo ad alcune delle componenti dell’intervento e soprattutto, alle situazioni più semplici e selezionate: è capitato alla mia attenzione, di un paziente che si era recato in Serbia per una riabilitazione totale dell’arcata superiore che, a fronte di un risultato estremamente mediocre, aveva speso una cifra equivalente se non superiore a quello che avrebbe speso in Italia (sapendo ben cercare).
Oggi in Italia esistono anche strutture odontoiatriche gestite da professionisti convenzionati con questi centri stranieri, che prestano consulenze e prime visite per conto terzi, ma in Inghilterra, paese notoriamente sciovinista e diffidente verso tutto ciò che viene da oltremanica, esistono addirittura delle strutture diagnostiche mobili gonfiabili (si proprio degli studi gonfiabili, potenza dell’ingegno e della fantasia)in cui viene eseguita una prima visita sommaria da parte di dentisti ungheresi. Ma in Inghilterra i pazienti sono abituati ai dentisti non autoctoni soprattutto indiani, egiziani, pakistani e spesso italiani emigrati.
Ma la fase successiva, quella più importante della realizzazione del progetto terapeutico (generalmente protesico) avviene negli strutture locali: Ungheresi , Slovene, Croate, Romene ecc.. e qui il risultato percepito non sempre, anzi spesso è diverso dal risultato reale: mentre nelle strutture Ungheresi e di altri paesi la fase del Cliente-Cavia è quasi superata, per cui i dentisti locali hanno intrapreso una curva di apprendimento sul campo verso una moderna odontoiatria occidentale, in altre realtà est-europee dopo decenni di economia statalizzata con scarsissime risorse e livelli qualitativi terzomondisti, si assiste ad un fiorire di studi dentistici attrezzati con strumenti di risulta, generalmente provenienti dai paesi occidentali usati e ricondizionati in modo approssimativo, strumenti di sterilizzazione, disinfezione e controllo delle infezioni come minimo affidati al buon cuore ed alla coscienza di chi gestisce quelle strutture. Esecuzioni necessariamente frettolose, improbabili soluzioni, materiali non sempre certificati, mancanza dei controlli necessari dopo gli interventi , impossibilità di intervenire rapidamente, provocano a volte amare sorprese nei pazienti, ma non immediatamente dopo il rientro in patria, più di frequente dopo alcuni mesi : svitamento di componenti protesiche, cedimento di impianti con perdita della osteointegrazione per sovraccarico non individuato o per problemi infiammatori, fratture di parti protesiche, reazioni ascessuali in elementi dentali incapsulati, de cementazioni delle protesi ecc…,senza considerare i rischi legati al controllo approssimativo delle infezioni in alcune strutture non particolarmente attrezzate per la sterilizzazione dello strumentario.
Ed a fronte della proposta accattivante di alcune agenzie di viaggio con l’abbinamento tra le cure dentistiche ed il soggiorno piacevole, la vacanza a prezzi accessibili, le visite guidate, i pranzi e le cene romantiche ed i dopocena in discoteca ( ironica situazione per chi si è sottoposto a trattamenti chirurgici stomatologici, estrazioni dentarie, punti di sutura in bocca, gengive tumefatte, sanguinamenti, tamponi, drenaggi, protesi provvisorie ballerine ),spesso l’ignaro paziente/cliente funge da “banco di prova” , da manichino per esercitazioni da parte di odontoiatri che hanno appreso tecniche complesse guardando un DVD o frequentando qualche corso teorico sponsorizzato da aziende che devono ”spingere” i loro prodotti.
Fortunatamente però,nella maggioranza dei casi i problemi si limitano ad una protesi grossolana, con improbabili, a volte ridicoli risultati estetici, sofferenze dei tessuti gengivali con sanguinamento ed alitosi, grazie alla mediazione provvidenziale della forza risanatrice della natura umana (vis sanatrix naturae ). Il “turista per caso” spesso si ritiene soddisfatto del souvenir odontoiatrico del suo viaggio, ma col tempo le complicazioni tendono ad aumentare e con esse le probabilità di un reintervento anche radicale nelle strutture dentistiche nazionali con nuove e più consistenti spese: dovrebbe essere chiaro, quindi, che la cura migliore e meno costosa, è la prevenzione, anche e soprattutto in campo odontoiatrico.
Ricordiamo che il sito web non sostituisca mai la visita medica in ambulatorio, che raccomandiamo.
STUDIO BOLOGNA-VIALE ORIANI 4 TEL 051. 302820
STUDIO S.LAZZARO DI SAVENA VIA JUSSI 16 TEL. 051. 6271181
STUDIO OZZANO VIA EMILIA 150 TEL 051. 798803